Ombrina Mare, il M5S lancia ultimatum al governo: ‘Ecco le nostre proposte’

08/08/2014 - Non si placano i toni su Ombrina Mare, il discusso progetto delle piattaforme petrolifere sulle coste abruzzesi. Il piano, da tempo nel mirino del Movimento 5 Stelle, è stato al centro di un incontro di alcuni parlamentari abruzzesi guidati da Gianluca Vacca con il sottosegretario Giovanni Legnini.

A Legnini, anche lui abruzzese e titolare della delega sull'Attuazione del programma di governo, la delegazione pentastellata ha sottoposto un testo normativo che vieta le trivellazioni di fronte al costituendo Parco della Costa Teatina. 

“Si tratta dell'ultimo appello per il governo e per il PD - ha spiegato Vacca al termine dell’incontro -, dopo di che non saremo più disposti ad accettare scuse o giustificazioni”.

Queste le due opzioni presentate al sottosegretario: 

Proposta 1
Al fine di conservare la qualità del paesaggio e per un uso durevole della diversità biologica, riconoscendo l'esigenza fondamentale nella preservazione in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali, e per non mettere a rischio la qualità delle aree da includere nel Parco Nazionale (da istituirsi ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93), nelle zone di mare poste in un raggio di dodici miglia dalla costa adriatica, tra i comuni di Ortona e di San Salvo, sono vietate nuove attività e installazioni fisse e mobili per la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi, nonché le estensioni e gli adeguamenti delle installazioni esistenti, anche se munite delle autorizzazioni necessarie.

Proposta 2
Per le imprescindibili necessità di tutela ambientale e di protezione del paesaggio, al fine di non mettere a rischio la qualità delle aree di produzione agroalimentare e le economie locali a forte vocazione turistica, facenti parte del Parco Nazionale "Costa teatina" (da istituirsi ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93), nelle zone di mare poste in un raggio di dodici miglia dalla costa adriatica, tra Ortona e San Salvo, è vietato l'avvio di nuove attività e installazioni fisse e mobili per la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi, nonché l'estensione e l'adeguamento delle installazioni esistenti, anche se munite delle autorizzazioni necessarie.





Questo è un articolo pubblicato il 08-08-2014 alle 17:35 sul giornale del 09 agosto 2014 - 495 letture

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