Sgominata banda di albanesi, dediti a spaccio e prostituzione sulla costa marchigiana e abruzzese

Polizia foto grande 26/11/2015 - La Polizia di Stato ha sgominato un’organizzazione composta da cittadini albanesi che, dopo essersi riforniti della sostanza stupefacente nell’hinterland milanese, provvedeva a spacciarla al dettaglio direttamente nella riviera adriatica e nel capoluogo Piceno.

Le prime indagini condotte dalla Squadra Mobile di Ascoli Piceno, unitamente al personale del Commissariato di San Benedetto del Tronto, avevano permesso di accertare che i fratelli X. R. e A. erano dediti allo spaccio di sostanza stupefacente al dettaglio a clienti dell’ascolano.

Le  indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Lorenzo Maria Destro, hanno consentito non solo di accertare la piena responsabilità nel fiorente mercato dello spaccio della cocaina e dell’hashish lungo la costa marchigiana/abruzzese, ma anche lo sfruttamento della prostituzione per due degli arrestati.

Gli uomini della Squadra Mobile ascolana hanno predisposto una serie di servizi finalizzati a riscontare i vari imboschi utilizzati per detenere lo stupefacente nei pressi di campi e strade poco frequentate.    

Sono stati arrestati, in esecuzione di ordini di custodia cautelare:   1.  X. R., albanese del 1990, a Monteprandone (AP) 2. X. A., albanese del 1987, a Monteprandone (AP); 3. L. R., albanese del 1977, domiciliato a Trezzano Sul Naviglio (MI), già detenuto presso la Casa Circondariale di San Vittore, Milano; 4. M. P., albanese del 1972, domiciliato a Buccinasco (MI), già detenuto presso la Casa Circondariale di San Vittore, Milano.  

In particolare i primi due, fratelli, erano gli organizzatori del traffico di sostanze, utilizzando l’aiuto di un terzo connazionale, al momento ricercato, sia per il trasporto dall’hinterland milanese all’ascolano, che per la vendita a dettaglio.

Erano i due fratelli ad avere contatti con il Nord Italia e quindi con L. che era il fornitore ufficiale della sostanza;  M. invece era l’uomo di fiducia del L. che materialmente consegnava lo stupefacente ad Arlind X..   Nell’ambito dell’attività tecnica di intercettazione è emerso anche che i due fratelli X. erano dediti sfruttare due loro connazionali, fatte giungere in Italia per la prostituzione.


di Roberto Guidotti  
redazione@viveresanbenedetto.it




Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2015 alle 22:11 sul giornale del 27 novembre 2015 - 891 letture

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