Il Pescara di Pillon chiamato al riscatto

21/09/2018 - La Serie B italiana è partita subito forte, dopo un lungo tira e molla. Ma alla stessa maniera si è fermata non una, ma due volte: prima la questione per il torneo a 22 squadre, poi la decisione di trasformalo almeno quest’anno in una competizione a 19.

Poi ancora uno stop, ricorso fallito e si arriva alla decisione del TAR che in meno di ventiquattro ore ha smentito sé stesso. Insomma, la cadetteria italiana pare non trovare pace ed ogni nuovo equilibrio sembra più un rappezzo, in attesa di nuove scosse o colpi di scena che, siamo sicuri, non mancheranno.

Nonostante ciò questa volta la B è pronta a ripartire e a legare, almeno si spera, ogni appassionato al televisore. Lo chiamano il campionato più avvincente di tutti per un motivo. Perché, a differenza di altri paesi del Vecchio Continente, la B in Italia è da sempre calderone ricco di emozioni, sorprese, colpi di scena di ogni tipo. Un campionato lungo e duro per tutte, che non ha favorite e non lascia fare pronostici su facili vittorie o sconfitte scontate, tutt’altro: quanto successo negli ultimi anni è una palese dimostrazione in questo senso. Favorite e sfavorite non esistono, esiste, casomai, la dea bendata che troppo spesso può giocare un ruolo determinante. Poi esiste il campo, unico insindacabile giudice che emette i suoi verdetto. Non vince la più forte, non perde la più scarsa. Ce la fa chi lega testa e gambe in un perfetto mix di fisico e psiche, il resto è una conseguenza.

Riparte, finalmente, anche una delle squadre delusione dello scorso anno. Il Pescara di Pillon è subito chiamato a riscattare un campionato dalle tutt’altre aspettative. Un naufragio annunciato, quello dello scorso anno, all’indomani dell’addio, brusco e non senza dolore, di Zeman, che ha definitivamente fatto calare il sipario su un capitolo, quello all’Adriatico, cominciato e stoppato ai tempi di Insigne, Immobile e Verratti. Gli abruzzesi sono chiamati al riscatto, dicevamo, e a candidarsi, quantomeno, al ruolo di potenziale sorpresa della competizione.

Il Pescara, negli anni, ha più volte raggiunto la A, fallendo inaspettatamente lo scorso anno, ed ora è chiamato al grande salto ma senza favori del pronostico, quelli che in B, si sa, non contano poi molto. Proprio su questo un allenatore esperto come Pillon dovrà puntare: un lavorio meticoloso sulla mente dei giocatori e dell’intera squadra che si è confermata, come testimonia la permanenza di Brugman, e rinforzata, con gli arrivi di Melengoni e la scommessa Antonucci. Non sarà facile ma il gruppo c’è, la tifoseria anche, la società, dopo un lieve tentennamento che ne ha compromesso il ruolo lo scorso anno, pure. Ora palla ai giocatori e al campo. Quel che è promettente sulla carta dovrà diventare concretezza in campo. La concorrenza è quantomai agguerrita e di certo non manca.

Per la Serie A la corsa è tra più squadre ed è quantomai accesa, come dimostra la ristretta differenza di quote tra le 4 candidate al titolo secondo Bwin Italia. Basti pensare che contenderanno la promozione al Palermo, altro team che ha voglia di rilanciarsi, tre team retrocessi dalla scorsa Serie A con organici di categoria e con ambizioni ancora più larghe: Verona, Benevento e Crotone sono le squadre da tenere sotto osservazione perché quelle, sulla carta si intende, immediatamente candidate alla vittoria e alla promozione. Il Pescara dovrà lottare con sé stesso, per superarsi, con quattro o cinque squadre ancora superiori. Lasciando parlare il campo che resta sovrano indiscusso, a maggior ragione in un campionato emozionante e imprevedibile. Soprattutto imprevedibile. Come promette di essere questo Pescara dalle grandi ambizioni. Da mantenere, stavolta.







Questo è un articolo pubblicato il 21-09-2018 alle 16:05 sul giornale del 21 settembre 2018 - 29 letture

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