La ferita non guariva: Aveva una garza dimenticata. Vittima un'abruzzese

sanità ospedale 02/12/2018 - Vittima del caso di malasanità una donna abruzzese operata fuori regione per un’ernia addominale. A difenderla l’Avvocato Galeazzi di Ancona.

La ferita dell’operazione non volava saperne di rimarginarsi correttamente. A distanza di mesi la paziente abruzzese continuava a rivolgersi al dottore di una clinica fuori regione che l’aveva operata ad aprile. Il chirurgo tuttavia continuava a rassicurarla ribadendo che si trattava del normale decorso della fase operatoria, nonostante la ferita presentasse cattivo odore, secrezioni e un visibile rigonfiamento anomalo.

La situazione della paziente non migliorava anzi, la ferita sembrava sempre più infetta e anche le condizioni della donna sembravano peggiorare una febbre oramai quasi costante. A novembre la paziente rompeva gli indugi e si sottoponeva ad una lastra addominale, che rivelava indiscutibilmente che nella pacia della donna era stato dimenticato un corpo estraneo.

Subito la paziente si recava in una clinica di Pesaro, dove il chirurgo decideva di operare il prima possibile per rimuovere il corpo estraneo, visto che la donna aveva ormai una temperatura costante di quasi 38 gradi e che le possibilità che l’infezione peggiorasse aumentavano di ora in ora. Il 15 di novembre, ad oltre 6 mesi di tempo dalla prima operazione la paziente finiva nuovamente sotto i ferri. Riaperta l’incisione della prima operazione il chirurgo non doveva impegnarsi a trovare il pezzo di garza laparotonica di notevoli dimensioni dimenticato nella donna dal “distratto” collega. Il corpo della donna veniva finalmente liberato dall’oggetto che le stava causando tanti guai e con essa rimosso il tessuto fibroso necrotico che aveva avvolto la garza e che avrebbe potuto costarle la vita.

Una volta in salvo la paziente decideva di portare in aula di tribunale il caso di malasanità, poichè si è sentita di essere una vittima, non solo per la dimenticanza della garza all’interno della ferita ma anche per le continue rassicurazioni ricevute che ne avrebbero messo a rischio la vita. Nel dibattimento ora nelle sue fasi iniziali la paziente verrà difesa dallo studio legale di Ancona dell’Avvocato Gabriele Galeazzi.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it




Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2018 alle 20:15 sul giornale del 04 dicembre 2018 - 154 letture

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