Abruzzo Pride: Il Comune nega lo spostamento verso Arena del Mare in zona porto, Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista): "Comportamento inaccettabile da parte dell'Amministrazione Comunale"

3' di lettura 29/06/2020 - Sabato 27 giugno  a Pescara  si è concluso con un flash mob il primo AbruzzoPride. Doveva tenersi sulla centralissima spiaggia libera di Piazza 1°maggio.

A 48 ore dalla manifestazione il dirigente del Comune di Pescara ha comunicato il diniego dell'autorizzazione e lo spostamento presso l'Arena del Mare in zona porto.

La motivazione sarebbe una delibera del 2011 (n.511 del 16 giugno 2010) che limiterebbe l'utilizzo a "eventi sportivi e manifestazioni di pubblico interesse".

La delibera approvata dalla precedente giunta di centrodestra del sindaco Mascia riservava quella spiaggia al cosiddetto Stadio del Mare per le manifestazioni del cartellone estivo del Comune.

Ora notoriamente lo Stadiod el Mare non c'è più e lì c'è semplicemente una spiaggia libera.

Come hanno notato gli organizzatori poco fa con un comunicato sulla stessa spiaggia è stato autorizzato il 7 agosto dell'anno scorso il celebre comizio in cui Salvini chiese i "pieni poteri" e aprì la crisi di governo che portò alla fine del Conte1.

Ora non si capisce come il Comune - stante la delibera citata da Silveri e dal sindaco Carlo Masci - abbia potuto autorizzare un comizio di partito mentre gli stessi ritengono che una manifestazione promossa da associazioni non possa tenersi nello stesso luogo.

Probabilmente in quella occasione il sito era stato scelto di concerto col Prefetto ma di fatto la delibera era in vigore e nessuno l'ha tirata fuori.

Il sindaco si trincera dietro il diniego del dirigente e se la prende per le critiche degli organizzatori che sono giustamente indignati di fronte a una palese e ingiustificata disparità di trattamento.

Per il Comune la questione è chiusa perchè è stata messa a disposizione l'Arena del Mare dove si fanno ogni estate importanti concerti.

Questo è vero ma un concerto non è un Pride e gli organizzatori avevano scelto il luogo più centrale della città probabilmente perchè si tratta di una manifestazione in cui la visibilità orgogliosa di una comunità perseguitata ferocemente per due millenni e discriminata quotidianamente anche oggi.

Invito il sindaco che so essere liberale (al contrario di una parte consistente del centrodestra) a dare il patrocinio alla manifestazione in modo che il Comune riconoscendola tra quelle "di pubblico interesse" possa superare il problema posto dal dirigente.

Tra l'altro non vedo perchè il Comune non abbia dato già il patrocinio che era stato chiesto dagli organizzatori per una manifestazione che in tutte le città del mondo vede i sindaci con la fascia tricolore in mezzo alla comunità lgbtqui.

Se non si vuole essere sospettati o apertamente accusati di omofobia bisogna comportarsi coerentemente. Se fossi il sindaco darei immediatamente patrocinio e domani andrei con fascia tricolore all'AbruzzoPride.

Ricordo che il Consiglio Comunale di Pescara fu il primo in Abruzzo ad approvare l'istituzione del registro delle unioni civili per iniziativa di Rifondazione Comunista e che nel 2011 approvò all'unanimità una mia mozione che impegnava il Comune a organizzare con associazioni lgbtqi inizative contro l'omofobia.


da Maurizio Acerbo 
Segretario nazionale Rifondazione Comunista ex-consigliere comunale di Pescara





Questo è un articolo pubblicato il 29-06-2020 alle 12:20 sul giornale del 29 giugno 2020 - 180 letture

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